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Su alandog.com usiamo alcuni strumenti di intelligenza artificiale. Qui trovi scritto dove li usiamo, dove non li usiamo, chi risponde di quello che leggi e quali regole europee stiamo seguendo.

In breve

  • Nessun chatbot. Ti risponde sempre una persona.
  • I testi informativi sono preparati con l’aiuto dell’AI e riletti da una persona prima di andare online.
  • La responsabilità di quello che pubblichiamo è di Alan Dog di Rinaldi Nadia Marianna.
  • Nessuna decisione automatica su prezzi, ordini, resi o rimborsi.
  • I tuoi dati non servono ad addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Indice

1. L’assistenza: nessun chatbot

Sul sito non c’è un assistente automatico. Quando scrivi o chiami, ti risponde una persona: su WhatsApp, per email o al telefono. Dall’altra parte c’è sempre qualcuno del negozio, non un programma.

La regola. L’articolo 50, paragrafo 1 dell’AI Act riguarda i sistemi di intelligenza artificiale destinati a interagire direttamente con le persone: devono essere costruiti in modo che si capisca subito di non stare parlando con un essere umano. Non è il nostro caso, perché non usiamo sistemi di questo tipo.

2. I testi informativi e chi li controlla

L’enciclopedia delle razze e gli altri articoli informativi sono scritti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Nessuno di questi testi viene pubblicato così com’esce.

Come funziona. Una bozza viene preparata con l’aiuto dell’AI. Prima della pubblicazione una persona la legge per intero: controlla le informazioni, corregge quello che è impreciso, taglia o riscrive le parti che non convincono e decide se il testo si può pubblicare. Un testo non revisionato non va online. Se dopo la pubblicazione emerge un errore, la stessa persona lo corregge.

Chi ne risponde. La responsabilità editoriale di quanto pubblicato su alandog.com è di Alan Dog di Rinaldi Nadia Marianna, titolare del sito, che svolge direttamente la revisione dei contenuti e decide cosa pubblicare. Per qualsiasi questione sui contenuti: info@alandog.com, telefono 039 792965.

Restano contenuti generali, pensati per farti un’idea. Non sostituiscono il parere del tuo veterinario, che è l’unico a conoscere il tuo cane.

La regola. L’articolo 50, paragrafo 4, secondo comma dell’AI Act chiede di dichiarare quando un testo generato con l’AI viene pubblicato per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Lo stesso comma prevede però un’eccezione: l’obbligo non si applica quando il contenuto è stato sottoposto a revisione umana o a controllo editoriale e una persona fisica o giuridica ne assume la responsabilità editoriale. È la situazione descritta qui sopra, ed è il motivo per cui rendiamo pubblici il processo di revisione e il nome di chi ne risponde.

3. Le immagini

Alcune immagini che accompagnano gli articoli e le schede razza sono create o ritoccate con l’intelligenza artificiale. Sono illustrazioni: servono a rendere la pagina più piacevole da leggere. Non rappresentano cani, persone, luoghi o fatti reali, e non le usiamo come se fossero fotografie di qualcosa che è successo.

Le foto dei prodotti in vendita sono un’altra cosa. Quelle mostrano il prodotto reale e non sono generate con l’intelligenza artificiale.

La regola. L’AI Act chiama deep fake (articolo 3, numero 60) le immagini, gli audio e i video generati o manipolati con l’AI che somigliano a persone, oggetti, luoghi o fatti esistenti al punto da sembrare autentici. Per questi contenuti l’articolo 50, paragrafo 4, primo comma chiede una dichiarazione esplicita. Le nostre illustrazioni non ritraggono soggetti reali e non sono presentate come documentazione di fatti; se un’immagine ti sembra ambigua, segnalacela e interveniamo.

La marcatura tecnica dei contenuti generati — il “segno” invisibile leggibile dai programmi — è invece un obbligo di chi fornisce il sistema di intelligenza artificiale, non di chi lo usa: lo prevede l’articolo 50, paragrafo 2.

4. L’uso interno, dietro le quinte

Usiamo strumenti di intelligenza artificiale anche per lavorare, non solo per i contenuti: gestire le campagne pubblicitarie e migliorare la parte tecnica del sito, come la velocità delle pagine.

Sono attività interne. Non incidono su di te come cliente: prezzi, ordini, resi, rimborsi e risposte dell’assistenza sono decisi da persone. Per questi usi l’AI Act non prevede obblighi di informazione verso il pubblico; lo scriviamo lo stesso, per completezza.

5. Cosa non facciamo

Ci sono usi dell’intelligenza artificiale che qui non esistono:

  • nessuna profilazione dei clienti con AI;
  • nessun riconoscimento facciale o delle emozioni;
  • nessun prezzo personalizzato calcolato su di te;
  • nessuna valutazione del credito o dell’affidabilità;
  • nessuna decisione automatica sulle persone.

La regola. Alcune di queste pratiche sono vietate dall’articolo 5 dell’AI Act, altre rientrerebbero fra i sistemi “ad alto rischio” dell’allegato III, soggetti a obblighi molto più severi. Non usiamo sistemi di nessuna delle due categorie.

6. I tuoi dati

Non usiamo i dati personali dei clienti per addestrare sistemi di intelligenza artificiale.

Per le campagne pubblicitarie ci appoggiamo alle piattaforme di Google, a cui possono essere trasmessi elenchi di contatti in forma cifrata per mostrare annunci a chi ha già acquistato o a pubblici simili. Quali dati trattiamo, perché e per quanto tempo è spiegato nell’informativa privacy, che resta il documento di riferimento in materia di dati personali.

7. Chi lavora ai contenuti

Chi prepara e revisiona i contenuti sa quando l’intelligenza artificiale è coinvolta, conosce i suoi limiti — può sbagliare, inventare dettagli o riportare informazioni superate — e sa che cosa va verificato prima di pubblicare.

La regola. L’articolo 4 dell’AI Act, in vigore dal 2 febbraio 2025, chiede a chi fornisce e a chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale di garantire un livello adeguato di competenza al personale che se ne occupa, in misura proporzionata alle dimensioni dell’impresa.

8. Segnalare un errore

Se leggi qualcosa che ti sembra sbagliato, impreciso o poco chiaro, scrivici a info@alandog.com. Indica la pagina e cosa non torna.

Vale anche per le immagini: se una ti sembra fuori posto, fuorviante, o pensi che avremmo dovuto indicare che è stata creata con l’AI, segnalacela. Controlliamo ogni segnalazione motivata e, se ha ragione, correggiamo senza ritardi ingiustificati.

9. Le regole che seguiamo

Il riferimento principale è il regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, entrato in vigore il 1° agosto 2024. Gli obblighi di trasparenza dell’articolo 50 si applicano dal 2 agosto 2026. In sintesi, per un negozio online come il nostro:

  • Articolo 50, paragrafo 1 — chi realizza sistemi di AI destinati a dialogare con le persone deve renderli riconoscibili come tali. Non ricorre: non abbiamo chatbot.
  • Articolo 50, paragrafo 2 — chi fornisce sistemi di AI generativa deve marcare i contenuti prodotti in un formato leggibile dalle macchine. È un obbligo del fornitore del sistema, non nostro.
  • Articolo 50, paragrafo 4, primo comma — chi pubblica deep fake (definiti all’articolo 3, numero 60) deve dichiararlo. Le nostre illustrazioni non ritraggono soggetti o fatti reali.
  • Articolo 50, paragrafo 4, secondo comma — chi pubblica testi generati con l’AI per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico deve dichiararlo, salvo revisione umana o controllo editoriale con assunzione di responsabilità editoriale. È il nostro caso: vedi il punto 2.
  • Articolo 50, paragrafo 5 — l’informazione va data in modo chiaro e riconoscibile, al più tardi al momento della prima esposizione al contenuto, e in forma accessibile.
  • Articolo 4 — competenza adeguata sull’AI per chi la utilizza in azienda, dal 2 febbraio 2025.

Seguiamo inoltre, su base volontaria, il Codice di condotta europeo sulla trasparenza dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, nella parte rivolta a chi utilizza questi sistemi (Sezione 2). In particolare pubblichiamo, come previsto dal suo impegno n. 4 sulla revisione umana e il controllo editoriale, il nome e i contatti di chi ha la responsabilità editoriale e la descrizione di come avviene la revisione; e teniamo aperto un canale per le segnalazioni, come previsto dall’impegno n. 2. Non siamo firmatari del Codice: ne applichiamo le indicazioni perché ci sembrano il modo più chiaro di dire come lavoriamo.

Queste regole si aggiungono, e non sostituiscono, gli altri obblighi che già rispettiamo in materia di protezione dei dati personali, tutela dei consumatori e commercio elettronico.

Aggiornamenti

Gli strumenti cambiano. Quando cambia il modo in cui li usiamo, aggiorniamo questa pagina e la data qui sotto.

Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2026

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